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IL PROGETTO DELLA CASA ALLOGGIO IN UNA FAVOLA

Qualcuno conosce la favola di Martin Buber contenuta nel suo libro ‘Il cammino dell’uomo’? Credo che l’accoglienza, il progetto della Casa Alloggio sia questa favola.
Ai giovani che venivano da lui per la prima volta, Rabbi Bunam era solito raccontare la storia di Rabbi Eisik figlio di Jekel.
Dopo anni di dura miseria, che però non avevano scosso la sua fiducia in Dio, questi ricevette in sogno l’ordine di andare a Praga per cercare un tesoro sotto il ponte che conduce al palazzo reale.
Lo sogna oggi, lo sogna domani, lo sogna per diversi giorni. Ad un certo momento decide, prende, si muove e va a Praga.
Arriva al castello, intravede il ponte; però il ponte era piantonato dalle guardie che facevano i turni e lui non si è fatto scoprire subito.
Comincia a passeggiare va avanti, torna indietro però le guardie facevano i turni e lui non era solo.
Ad un certo punto il capo dei gendarmi, dopo qualche giorno che quello era lì gli chiede “ragazzo cosa cerchi, cosa vuoi?” e lui gli dice “sai ho fatto un sogno che mi diceva vai a Praga che sotto il ponte c’è un tesoro” e il capo dei gendarmi gli dice “guarda si vede che sei un ragazzo, che sei stupido, ancora credi ai sogni, sei scemo a credere ai sogni. Se io avessi creduto ai sogni in vita mia sai quante ne avrei fatte.
Pensa che addirittura una volta avevo sognato che dovevo andare a Cracovia a casa di un certo Eisek figlio di Jekel perché dietro la stufa c’era nascosto un tesoro, ma
mica sono scemo, eppure potrei andare a Cracovia però sai che la metà degli abitanti si chiama Eisek l’alta metà si chiama Jekel. Va a capire chi sia Eisek figlio di Jekel…” Il ragazzo capisce, torna a casa e dietro la stufa trova il tesoro. Diceva Rabbi Bunam ai suoi discepoli “io non so dove è il tesoro per ognuno di voi, so di certo che è la dove ti trovi”.
Io credo che la misura dell’accoglienza sia in questa favola.
Noi abbiamo bisogno di tornare a credere ai nostri sogni, credo che abbiamo bisogno di tornare a credere ai sogni degli altri perché credere solo ai nostri sogni non ci serve. Abbiamo bisogno anche del sogno dell’altro.
E poi non mi meraviglierei, come è stato per me ma anche per molti di voi in questi anni che poi forse il tesoro lo troviamo la dove siamo con le cose che facciamo.

‘Liberi pensieri’ di Paolo Pierucci, cofondatore con Don Gianfranco Gaudiano di Casa Moscati del Ce.I.S. di Pesaro e cofondatore del CICA